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Epifani e Marcegaglia ancora distanti sui nuovi contratti Settembre 8, 2008

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da RomaDue ore a colloquio tra Emma Marcegaglia e Guglielmo Epifani per un «incontro chiarificatore». Con l’intento, nemmeno troppo nascosto, di ricomporre i cocci del confronto sulla riforma dei contratti, ripreso la settimana scorsa, ma non sotto i migliori auspici. Sabato, alle resistenze della Cgil, la presidente degli industriali ha risposto evocando l’accordo separato, senza il sindacato di sinistra.Ieri a Cernobbio, Marcegaglia e il segretario del principale sindacato hanno di fatto ribadito le rispettive posizioni. Marcegaglia ha detto a Epifani che cercherà sino alla fine un’intesa con tutti, ma che poi, in caso di atteggiamenti pregiudizialmente contrari, andrà avanti con chi è disponibile per chiudere a fine mese.Quindi, come era già successo ai tempi del precedente governo Berlusconi per molti rinnovi di contratti e per il Patto per l’Italia, con Cisl e Uil e senza Cgil. Le mosse di Marcegaglia hanno l’obiettivo di controbilanciare le forti pressioni che Epifani sta subendo dall’ala sinistra della Cgil. Ieri il segretario del Prc, Paolo Ferrero, in un’intervista a Liberazione gli ha chiesto un no preventivo alla proposta che gli industriali presenteranno questa settimana.Dopo il faccia a faccia di Cernobbio, Epifani ha detto che dirà sì solo se saranno rispettate «le tre condizioni per la tenuta dei salari», cioè il recupero dell’inflazione, «qualità della prestazione e produttività».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288885

 

Zarate e Hamsik, i cugini del gol… Settembre 1, 2008

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È vero, l’1-4 è un po’ bugiardo. Perché per tutto il primo tempo della Lazio non s’è vista l’ombra e difesa e centrocampo hanno regalato perle di desolazione da lasciar senza parole. Per dirne una, l’esordio di Carrizo e la sua interpretazione del ruolo per così dire alla sudamericana hanno riportato alla mente i drammatici fasti di Muslera (più d’uno ha chiesto notizie di Ballotta…). E garantito alla tifoseria un intervallo da incubo. Domanda d’obbligo (con annessi scongiuri): ma vuoi vedere che quest’anno va anche peggio dello scorso campionato? E invece no. Perché piazzarne quattro in trasferta – seppure con il viatico di un rigore (netto) con tanto di espulsione (generosa) – è pur sempre risultato di tutto rispetto. E perché Zarate s’è presentato con un gol d’antologia, che l’avesse segnato un giocatore dell’Inter, del Milan o della Juve ce lo farebbero rivedere a ciclo continuo per tutta la settimana. Insomma, un buon inizio. Perché le capacità tecniche ci sono (vedi anche Lichtsteiner) e un certo carattere s’intravede. Eppoi che dire? Sarà un segno che nell’esatto istante in cui Zarate ha piazzato il pallonetto del 1-2, l’Olimpico s’è goduto la rovesciata di Hamsik? Ma no, certo che no.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287263

 

Contratti, Bonanni vuole firmare da solo – Economia Agosto 31, 2008

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Che Bonanni stesse strizzando l’occhietto al governo, lo si sapeva. Eppure era difficile pensare che arrivasse a mettere a repentaglio l’unità sindacale. E invece… La Cisl è determinata a raggiungere un accordo sulla riforma del modello contrattuale entro la fine di settembre «ad ogni costo», anche quello di firmare «da sola» l’intesa con Confindustria. L’obiettivo, dice il segretario generale, Raffaele Bonanni, è quello di portare a casa entro l’anno «un accordo con il governo per godere di detassazioni forti e strutturali sul salario di produttività». «Chi può mettersi contro? Voglio proprio vederlo..», azzarda da Rimini, dove partecipa al meeting di Cl, il leader della Cisl, ottenendo così il plauso di Confindustria che vede nella «forte determinazione» mostrata da uno dei sindacati una «spinta a tutte le organizzazioni sindacali perchè sulle regole si trovino intese condivise». Tace, invece, la Uil mentre la Cgil reagisce rimarcando il «valore irrinunciabile» dell’unità sindacale. «Per quanto ci riguarda, l’unità del sindacato è un valore irrinunciabile e un bene per i lavoratori, perchè così si possono ottenere risultati migliori. Noi della Cgil continueremo a ricercarla poichè in questa trattativa ci guida non solo la volontà unitaria, ma una piattaforma unitaria», avverte uno dei segretari confederali di Corso Italia, Agostino Megale.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78362

 

Il Tour di Riccò finisce nell’epo Ora rischia due anni di carcere Luglio 18, 2008

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Scivola sulla Cera e prende una musata pazzesca. Riccardo Riccò positivo all’Epo, eritropoietina della nuova generazione, «Continuos erythropoietin receptor activator»: Cera appunto, un prodotto nuovissimo usato da non più di un anno in ambito ospedaliero per curare i malati con gravi insufficienze renali e costretti a dialisi.L’italiano trionfatore di due tappe del Tour, e non due tappe qualsiasi, è in stato di fermo da ieri nel quartier generale di Mirepoix, un paesino di poco meno 4 mila abitanti nel dipartimento di Ariege, a circa 150 chilometri da Narbonne, dove ieri la Grande Boucle è arrivata e ha distrattamente segnato sul tabellino la terza vittoria di tappa per il velocista britannico Mark Cavendish. Nel corso di una conferenza stampa tenuta nel tardo pomeriggio di ieri, il procuratore della Repubblica di Foix, Antoine Leroy, ha precisato che il pullman della Saunier Duval, la squadra di Riccò, è stato fermato attorno alle 17.30 e che a carico del corridore è stata aperta una inchiesta preliminare.La notizia della positività del corridore modenese che aveva acceso le passioni del mondo del ciclismo, è apparsa alle 12.26 tra le news del sito de L’Equipe: «Riccardo Riccò positivo ai controlli antidoping. Tracce di Epo di terza generazione nelle sue urine». Poche righe, micidiali. I controlli si riferiscono alla cronometro individuale disputata l’8 luglio scorso a Cholet. La conferma è successivamente arrivata da Pierre Bordry, presidente dell’Agenzia francese della lotta al doping, l’unico organo accreditato quest’anno dall’Aso, che da questa edizione ha rotto qualsiasi rapporto con il governo mondiale della bicicletta, l’Uci.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276839

 

Il primo venduto in Nuova Zelanda. File da Tokio a Roma Luglio 18, 2008

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Il neozelandese Jonny Gladwell è con tutta probabilità il primo al mondo ad aver acquistato l’iPhone 3G, il nuovo smart phone dell’Apple, in vendita dall’11 luglio in 20 Paesi. Si era messo in fila davanti a un negozio di Auckland a mezzanotte di giovedì, 24 ore prima della messa in commercio dell’iPhone di seconda generazione che, oltre ad essere un telefono è anche un iPod, una macchina fotografica e una videocamera, permette di navigare su Internet, leggere le email e molto altro. Code davanti ai negozi della Apple si registrano un po’ in tutta la Nuova Zelanda da Wellington a Christchurch. Debutto da record per il nuovo iPhone 3G in Giappone: oltre 1.500 persone, di cui alcune accampate già da giorni, hanno atteso in una fila lunga un chilometro l’apertura del flagship store dell’operatore mobile Softbank nel centro di Tokyo, dove lo smartphone di Apple è stato lanciato di prima mattina con un evento speciale. L’arrivo del cellulare di Cupertino sull’agguerrito mercato mobile nipponico è stato salutato dal presidente di Softbank Masayoshi Son, che ha definito quella di oggi una «giornata storica» per il mondo delle telecomunicazioni, date le «capacità internet avanzate» offerte dall’iPhone. In via eccezionale il punto vendita di Omotesando, situato nell’omonimo quartiere dello shopping di lusso, ha aperto i battenti alle 07:00 locali (mezzanotte in Italia): un conto alla rovescia scandito in coro dai presenti (compresi diversi esponenti dei media, accorsi numerosi all’evento) ha dato il via ufficiale alla commercializzazione dell’iPhone, il cui primo esemplare è andato di diritto a Hiroyuki Sano, 25 anni, primo della fila arrivato dalla città di Nagoya (300 chilometri dalla capitale) tre giorni fa.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77067

 

Morto a Milano il telepredicatore Gianfranco Funari Luglio 18, 2008

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Gianfranco Funari è morto sabato mattina a Milano, dopo diverso mesi di malattia, che lo avevano costretto al ricovero presso l’ospedale San Raffaele. Il telepredicatore – che aveva aperto un suo sito Internet – aveva 75 anni, partecipava ancora, fino all’aggravamento, ad alcune trasmissioni e si definiva «sono un pentito del centrodestra e un deluso dal centrosinistra». Ma la sua stagione ‘d’oro’ è stata all’inizio degli anni Novanta quando conduceva programmi popolari prima su RaiDue e poi su retequattro. Per una brevissima stagione è stato anche direttore del quotidiano L’Indipendente. L’ultima avventura televisiva risale all’anno scorso con il programma firmato insieme a Diego Cugia su RaiUno il sabato sera in prima serata: Apocalypse Show, che però non incontrò i favori dei telespettatori. Anni fa aveva già subito un intervento chirurgico al cuore.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77096

 

Un nero alla Casa Bianca? Non aiuta l’integrazione Luglio 17, 2008

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Barack Obama? Non ha favorito le relazioni tra bianchi e neri negli Stati Uniti. Lo ha rilevato un sondaggio del New York Times, secondo cui rimane differente tra bianchi e neri anche la percezione dello stesso Obama e della moglie Michelle. Il senatore è decisamente più popolare tra gli afro-americani, visto che l’80 per cento ne ha una opinione favorevole, contro il 30% tra gli elettori bianchi. Tra gli elettori afro-americani Obama ha un appoggio del 90%, McCain del 2% soltanto. Tra i bianchi il senatore nero conquista il 37% delle intenzioni di voto, il suo collega dell’Arizona il 46%. Sono buoni in particolare i risultati che sta ottenendo tra gli ispanici, che potrebbero rappresentare l’ago delle bilancia: il 62% degli elettori latini è pronto a votare per Obama (il 23% per McCain).

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276607