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Nobili del Settecento e terroristi Strana sfida alla Festa di Roma Agosto 22, 2008

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da RomaLa vita piena di fascino e di eccessi della Duchessa di Devonshire, settecentesca antenata di Lady Diana, raccontata da Saul Dibb in The Duchess, con Keira Knightley e Ralph Fiennes, e la vicenda dei terroristi rossi tedeschi in La banda Baader Meinhof di Uli Edel, con Bruno Ganz e Alexandra Maria Lara, saranno alla terza edizione del Festival internazionale del Film di Roma (dal 22 al 31 ottobre). Entrambi i film saranno presentati nella sezione Anteprima. Arrivano le prime presenze ufficiali del nuovo Festival romano. Tra le grandi star, Isabelle Huppert, protagonista di un barrage contre le Pacifique, tratto dal romanzo di Marguerite Duras. A Cinema 2008 ci sarà poi in anteprima mondiale 8(Huit), film che è anche un grande progetto di sensibilizzazione sulla sfida che le Nazioni Unite hanno lanciato perché si dimezzi la povertà nel mondo. Il film è diviso in otto capitoli, firmati rispettivamente da Jane Campion, Gael García Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noè, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant e Wim Wenders. Nella sezione L’Altro cinema spazio alle biografie musicali con i film su Bob Marley e Fabrizio De Andrè. Il primo, Bob Marley: Exodus 77, di Anthony Wall, ripercorre la vita del maestro del reggae, il secondo, Effedià – sulla mia cattiva strada, di Teresa Marchesi, prodotto dalla Fondazione De Andrè, è una rievocazione con interviste e immagini inedite del cantautore genovese. Nella stessa sezione previsti incontri con Al Pacino, Michael Cimino, Toni Servillo, Carlo Verdone e David Cronenberg, che presenterà la mostra multimediale Chromosomes.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284631

 

La Cassazione: i rasta possono avere marijuana, la usano per meditare Luglio 18, 2008

Archiviato in: news archives — annumarche @ 2:19 pm
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Nei confronti dei seguaci della religione rasta trovati in possesso di «erba» in abbondanza i giudici devono essere comprensivi e considerare che, per gli adepti di tale religione fumare marijuana favorisce la contemplazione e la preghiera «nella credenza che l’erba sacra sia cresciuta sulla tomba di re Salomone». Lo sottolinea la Cassazione che ha accolto il ricorso di Giuseppe G. contro la condanna a 1 anno e 4 mesi di reclusione e 4 mila euro di multa, per illecita detenzione a fine di spaccio inflittagli dalla Corte di appello di Perugia, nel 2004. I carabinieri, infatti, lo avevano trovato con circa un etto di ‘erba’. In Cassazione l’uomo ha sostenuto di essere un rasta fariano e di fumare l’erba in base ai precetti della sua religione che ne consentono l’uso quotidiano anche di 10 grammi al giorno. In particolare la Suprema corte – con la sentenza 28270 della Sesta sezione penale – ha ritenuto «fondato» il ricorso di Giuseppe G. con riferimento al fatto che i giudici di merito non avevano considerato «la religione di cui l’imputato si è dichiarato praticante» escludendo, pertanto, che potesse detenere un simile quantitativo di marijuana per esclusivo uso personale. In tal proposito gli Ermellini spiegano che «secondo le notizie relative alla caratteristiche comportamentali degli adepti di tale religione di origine ebraica, la marijuana non è utilizzata solo come erba medicinale, ma anche come ‘erba medicativà.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77035