Non è successo, Jobs non si è presentato: stava lottando con la morte, o addirittura aveva già lasciato questo mondo, a sentire i più maligni, e l’annuncio non era stato dato immediatamente per non rovinare il primo keynote di Tim Cook in veste di Ceo.
Non tanto perché i computer sono strumenti utilizzabili da tutti, col mouse prima, con il touchscreen poi e domani con la voce: elogiare Apple per aver adottato interfacce sempre più semplici e naturali è giusto, ma svela solo una parte del percorso di Jobs.
Aver trasformato un lettore di Mp3 in un simbolo di passione per la musica è stato un colpo di genio: non importa sapere cos’è un file, dove lo si trova, come si copia, basta collegare l’iPod al computer e funziona tutto automaticamente.
Sempre qui, a cavallo tra arte e tecnologia, sono nati gli altri prodotti di successo degli ultimi anni, dall’iPhone all’iPad, che a loro volta hanno aperto la strada alle innovazioni di Lion, l’ultimo sistema operativo di Cupertino, e al MacBook Air, il portatile con la Mela più venduto.
Fonte:
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=31&ID_articolo=357