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Funambolismi d’autore per Dapporto Febbraio 3, 2009

Archiviato in: channel news — annumarche @ 12:52 pm
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Testi che hanno saputo rappresentare lo specchio inquieto di un’America che tra gli anni ‘70 e ‘80 si stava interrogando su se stessa, sulle proprie radici e sul senso da dare ai valori del suo passato, quelli di Sam Shepard, il cui teatro è stato sempre linguisticamente calato nell’immediatezza della realtà. Di questi taciti conflitti sono un’espressione emblematica i due fratelli protagonisti di un caposaldo teatrale del drammaturgo, «Vero West», scritto nell’80 e rimasto fra le sue opere più celebri. Un testo che esplora i territori desertici e selvaggi della mente, l’ineffabilità della condizione umana, che, in una notte, può capovolgere le certezze di una vita. Un’opera complessa, in cui si rivive lo spirito della «road culture», in cui spicca il confronto fra due opposti modi di vivere, Austin infatti è uno sceneggiatore di successo, mentre il fratello Lee è un balordo che vive come un disadattato nel deserto. Sarà un episodio per certi versi inquietante ad innescare un oscuro cambio di ruoli, che porta inevitabilmente ad uno scontro tra i due, forse mortale.Un’opera che prende vita quando supportata dal confrontarsi dei due attori, i fratelli, che sono anima del dramma, e così, su una scena, risolta con una zattera da 5 metri per 4 di palcoscenico rialzato, sospeso nel vuoto si assiste ad un’affascinante contrapposizione di due giganti del teatro indipendente italiano, Corrado D’Elia e Jurij Ferrini, entrambi apprezzati, ma tanto diversi nelle scelte stilistiche quanto simili nelle esperienze professionali condivise.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=325920

 

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