Scivola sulla Cera e prende una musata pazzesca. Riccardo Riccò positivo all’Epo, eritropoietina della nuova generazione, «Continuos erythropoietin receptor activator»: Cera appunto, un prodotto nuovissimo usato da non più di un anno in ambito ospedaliero per curare i malati con gravi insufficienze renali e costretti a dialisi.L’italiano trionfatore di due tappe del Tour, e non due tappe qualsiasi, è in stato di fermo da ieri nel quartier generale di Mirepoix, un paesino di poco meno 4 mila abitanti nel dipartimento di Ariege, a circa 150 chilometri da Narbonne, dove ieri la Grande Boucle è arrivata e ha distrattamente segnato sul tabellino la terza vittoria di tappa per il velocista britannico Mark Cavendish. Nel corso di una conferenza stampa tenuta nel tardo pomeriggio di ieri, il procuratore della Repubblica di Foix, Antoine Leroy, ha precisato che il pullman della Saunier Duval, la squadra di Riccò, è stato fermato attorno alle 17.30 e che a carico del corridore è stata aperta una inchiesta preliminare.La notizia della positività del corridore modenese che aveva acceso le passioni del mondo del ciclismo, è apparsa alle 12.26 tra le news del sito de L’Equipe: «Riccardo Riccò positivo ai controlli antidoping. Tracce di Epo di terza generazione nelle sue urine». Poche righe, micidiali. I controlli si riferiscono alla cronometro individuale disputata l’8 luglio scorso a Cholet. La conferma è successivamente arrivata da Pierre Bordry, presidente dell’Agenzia francese della lotta al doping, l’unico organo accreditato quest’anno dall’Aso, che da questa edizione ha rotto qualsiasi rapporto con il governo mondiale della bicicletta, l’Uci.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276839